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Da sabato 30 ottobre a sabato 6 novembre 2010, nel Cubo di Palazzo Crepadona, si svolgerà Crash test mostra personale dell’artista Alessandro Pavone , a cura di Gianluca D’Incà Levis.
Pavone è il vincitore della XXIV edizione dell’Ex tempore Internazionale di Scultura su legno di Belluno, svoltasi nel 2009. La collaborazione con Gabls ha già prodotto un evento espositivo rilevante, la personale Supersatura, realizzata a Bruxelles, presso la Galleria Half & Half, ad aprile 2010.

Orario: da martedì a domenica:  10.00-13.00 e 15.00-19.00 - lunedì chiuso
Artisti: Alessandro Pavone, Giacomo Roccon
Curatori: Gianluca D’Incà Levis
Enti interessati: Consorzio Belluno Centro Storico, Comune di Belluno, Gabls Arte Contemporanea
Telefono evento: 0437.948874
Genere: Scultura, arte contemporanea, installazione, personale
Web: www.gabls.it
Abstract: Un gigantesco volatile si instaura al centro del Cubo. L’installazione scultorea unisce concept costruttivo e geometria organica. Ecco, in uno, il corpo e l’architettura del processo. E la forma, la morte, il sesso.

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il grande uccello sottile. un'oscillazione, un'imbardata, e questo complesso metazoico candido è venuto giù. è precipitato, schiantatosi in fondo al pozzo. ora sta sul fondo del cubo nero, il collo spezzato, le ali ritorte all'indietro. bianco. privo di carni-visceri-sangue-fluidi. purificata struttura d'anaima. la luce penetra, dalla fessura che corre sul perimetro alto, attorno alla piramide rovesciata - e il suo vertice s'insinua nello spazio interno -lama prismatica- trafiggendolo. spazio interno scuro, verticale, come in un camino di fabbrica. non nido quindi, ma angolo, anfratto, gabbia. il luogo in cui si è interrotto il volo. un luogo costrittivo, in cui non è più possibile muovere. l'impatto ha aperto l'uccello. se l'uccello non fosse esploso nell'urto, avrebbe continuato a sbattere forte le ali, per cercare di liberarsi e risalire. e le avrebbe comunque sfracellate, contro le pareti imprigionanti. ora giace immobile, riverso, sagoma immane dal grande rostro puntuto. e noi sotto alla sua muta immagine fossile. l'uccello fantastico, organismo dalla complessa struttura articolare, congegno fragile come cristallo. la sua organizzazione funzionale è venuta meno. si son disfate le strutture costruttive: nello smembramento plastico, la morte della crescita? ma gli ossi calcarei di questa creatura a pezzi son coperti a tratti da brani di un sottilissimo materiale tegumentoso, una pelle biancastra, semitrasparente. la membrana asettica tiene ancora unite alcune parti del complesso (ed è questa anche una coerenza compositiva, ancora organica, epiteliale, dello scultore-scenografo). i bianchi nel nero. ossi nel pozzo. la membrana è lucida e tesa, come un latex candido. qualche volta la luce l'accende, ed il relitto sembra farsi carlinga, la pelle diviene metallo, scocca, guscio. il processo si mostra nella sua essenza ciclica: non solo crescita, anche demolizione. la struttura c'è ancora, in buona parte, ed ingloba frammenti, estrudendo un materiale riformalizzante. ecco, come in un sacco amniotico, gli embrioni nuovi -tra le rovine- sopra al biancoteschio e altrove, alcuni filamenti, rhampotecha fasciante. una cosa che è un essere più una costruzione, ibrido drammatico, fatto di resti e di forme prime, di oggetto estinto e coscienza superstite, mescolati e fusi, espansa, esplosa, pervasiva. questa forma ... "si espanderà in direzioni diverse si trasformerà in osso in tendine per poi tornare traliccio e poi antenna. sarà il risultato dell'accoppiamento tra un traliccio e un animale. uccelli e roditori"...
è lo studio naturalistico di una nuova specie, l'altro archaeopteryx, frantumato e riscoperto e ricampionato in struttura geometrica modulare assemblata o piuttosto studio dell'essenza plastica del processo generativo ed evolutivo della forma, che è la maschera, con carni, ossi, pelli, e senza poi più carni né pelli, solo vertebre (26) e brandello, la maschera del corpo fantoccio dell'essere, e quindi nessun fissismo linneiano, ma una sorta di canto sensuale dell'osso calcificato dopo il riassorbimento dei sangui ed il superamento delle carni, canto del processo di morte e decomposizione senza putrefazione e ricostruzione e rigenerazione.
da un lato l'anatomia, la struttura, il criterium, il modulo, il ritmo; il meccanismo, la geometria, l'organizzazione, la pulizia e la logica costruttiva-compositiva.
dall'altro il segno libero, il sogno, la poesia, l'allucinazione, la sensualità dilagante.
quindi la morte, ed il sesso, che viene nella morte, come la vita, bianca e netta, o lussuosa dorata, che viene dopo il lusso selvaggio, ed esce come una larva candida dalle carni aperte, tagliate, del corpo, dopo la consumazione di ogni dolce brano sanguinolento e il disseccamento d'ogni rivolo rossobuio, dove non rimane polvere, ma osso, ed osso è forma, forma nuova, e ancora vita, che sesserà per generare ancora e carni e liquidi, e ridisseccherà poi, DI NUOVO, nel ciclo, nel processo, nel processo.

gianluca d'incà levis
ottobre 2010

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