


SUPERSATURA
exposition de Alessandro Pavone
in collaboration with the artist-designer Rosalie Stevens
video animations Marco De Sanctis
curated by Gianluca D’Incà Levis
2/4/10-19/4/10
vernissage 2/4/10, 18.00 h
HalfEnHalf Gallery
rue de la clé - sleutelstraat 19
1000 Bruxelles – Brussel
in collaboration with Gabls Arte Contemporanea
The gallery is open from friday to sunday 14:00-19:00 and thursday by
appointement.
info: tel: + 32 488 608 361
mail@halfenhalf.org
www.halfenhalf.org
www.gabls.it
Alessandro Pavone – Supersatura
Dal
2 al 19 aprile 2010, lo scultore-designer Alessandro Pavone (Trento,
1973) sarà ospite della Galleria Halfenhalf di Bruxelles, con
una
mostra personale dal titolo Supersatura.
L’artista sviluppa una
riflessione sui processi chimici di saturazione e supersaturazione, e
su altri meccanismi biologici accrescitivi, come la gemmazione,
ponendoli in essere fisicamente all’interno di alcune opere, e
proponendo al contempo una possibile lettura metafisico-alchemica di
quegli stessi processi vitali e concetti, sottolineandone la forte
vocazione metaforica.
Gli elementi principali dell’esposizione sono
costituiti da un elefante di carta cucita a mano, a dimensione reale,
che riempirà totalmente (saturazione dello spazio) il principale
ambiente espositivo. Altre opere, di natura grafica e scultorea,
saranno realizzate con il carbone nero (riferimento alle miniere
belghe), con i cristalli di sale, con il ferrocianuro ferrico (blu di
prussia).
La mostra, curata da Gianluca D’Incà Levis, è
realizzata
in collaborazione con il gruppo di Gabls, che, negli ultimi mesi, ha
attivato diversi progetti assieme ad artisti contemporanei emergenti di
varia provenienza, tutti accomunati dal taglio internazionale dello
sguardo e del lavoro.
Alessandro Pavone - Supersatura – anamnesis
…prussian
blue. almost a condensed, saturated peacock blue. ferric ferrocyanide
for explosive triggers. the chemical reaction as a process of
diffusion, the body slowly expanding, with its pervasive ramifications.
starting from below, from an excavation that protrudes into sense. the
product of silent mining operations. the wells. white salt and hypogean
black. crystal white on coal black. from their base, the slow growth of
object in space. to one side the fossil vegetable sign, its outline
sharp, is guardian, witness. then growth. a supersaturated solution,
budding, generating a moving skin, a livery of efflorescence, that
covers the clean structure, the bare skeleton.
a SOLUTION is
supersaturated when the quantity of a component becomes greater than
the maximum normally accepted by the compound. the seismographic
chemical of the dream seeker, of the body in thin layers, of cyanides.
the search for solutions.
structure, property, composition,
preparation, transformations of matter: terms for a definition of
chemistry. or for an alchemical metaphysics.
the elephant is
chemistry. all organic matter for the liquid brain,
wakeful-intoxicated. organic and inorganic are interpenetrated. a white
paper elephant, sewn by hand, life-size. the elephant is no pachyderm:
its skin is thin, transparent. great and light and empty.
butcher’s
paraffin paper, wrinkled, tied with a thin grey string. gentle
butchery. it licks the walls, brushes the ceiling. it fills the space,
only saturating it. on the outside, the greatest possible concentration
in the volume, but with no pressure from within. it presses the
corners, the elephant, presses without pushing, with a force that is
placid, slow, unstoppable, like the process, like germination and
growth. while the inside is a cosmos for the free circulation of the
void. it is the body, that manifests and declines and slackens its own
immanent eros through the production of vast thin membranes. a natural
process of artifice, diluting the powerful stenches, giving them the
candid measure of a form that is surface without weight. and no
catalysing enzymes. an unfurled tight sail, with no breath from the sky
nor any supporting wind...
like an ecstasy translated and organized
as a sign. like the Apollonian formalization of Urlust. almost a
Dionysiac positivism, in which bodily stimulus is calcified through the
plasmastic sensitivity of the mind.
the examination of the self,
of the inner, and of its relation with the outer, and of the visibility
– transparency – of this manifested relation.
the knowledge is
completed in the body, through the motion of the body’s coils,
that
slowly wrap around the object, the body of which the mind is a part.
the knowledge is in the body. the forms given to its use determine the
modalities, techniques, the science of action…
the forms of
knowledge are corporate. and if knowledge is derived from the mastered
body, then this body is science, a science that soars up in search of
saturation and SOLUTION. elan, the gay science. a poetic science, a
science joyous of spirit and instinct, non-contemplative, superactive,
supersaturating, incessant motion of the coil of the body, like a great
shifting serpent, and slow sliding of the body wrapped in sensation.
intelligence,
mind, as the relation between bodily generator and the lymph of
thought, that drips, sometimes spurts, from the principal bodily gland.
so taking the colour of the gaze...
gianluca d’incà levis, march 2010
Supersatura – anamnesi
…blu
di prussia. quasi un blu pavone raddensato, saturato. ferrocianuro
ferrico per inneschi. la reazione chimica come processo diffusivo, il
corpo in espansione lenta, con le sua ramificazioni pervasive. partendo
da sotto, che è dallo scavo che affiora il senso. un prodotto
d’attività mineraria silenziata. i pozzi. sale bianco e
nero ipogeo.
bianco cristallo su nero carbone. dal loro fondo, la crescita lenta
dell’oggetto nello spazio. da un lato il segno vegetale fossile,
contorno netto, è guardiano, testimone. poi
l’accrescimento. una
soluzione supersatura, a gemmare, a generare una pelle mobile, livrea
d’efflorescenza, che ricopre la struttura pulita, lo scheletro
netto.
una
SOLUZIONE è supersatura quando la quantità d’un
componente diviene
maggiore di quella massima normalmente accettabile dal composto. la
chimica sismografica del cercatore di sogno, di corpo a fogli sottili,
di cianuri. la ricerca delle soluzioni.
struttura, proprietà,
composizione, preparazione, trasformazioni della materia: termini per
una definizione della chimica. o di una metafisica alchemica.
l’elefante
è la chimica. tutto è materia organica per il cervello
liquido,
destoinebriato. organico ed inorganico si compenetrano. un elefante di
carta bianco, cucito a mano, a grandezza naturale. l’elefante non
è
pachiderma: la sua pelle è sottile, trasparente. grande e
leggero e
vuoto. carta paraffinata da macelleria, increspata, legata da un
sottile filo grigio. macellazione gentile. lambisce le pareti, sfiora
il soffitto. colma lo spazio, solo saturandolo. all’esterno, la
massima
concentrazione possibile nel volume, ma senza pressione
dall’interno.
preme agli angoli, l’elefante, preme senza spingere, con forza
placida,
lenta, inarrestabile, come il processo, come germinazione ed
accrescimento. mentre l’interno è un cosmo per la libera
circolazione
del vuoto. è il corpo, che manifesta e declina e rallenta il
proprio
eros immanente attraverso la produzione di membrane vaste e sottili. un
naturale processo d’artifizio, a diluire gli afrori potenti,
donando
loro la misura candida di una forma che è superficie senza peso.
e
niente enzimi catalizzatori. vela spiegata e tesa, senza che il cielo
respiri e filtri alcun vento portante…
come un’estasi che si traduca
ed organizzi in segno. come formalizzazione apollinea di Urlust. quasi
un positivismo dionisiaco, in cui lo stimolo corporale venga
calcificato attraverso la sensibilità plasmatica della mente.
l’indagine di sé, e del dentro, e del suo rapporto con il
fuori, e della visibilità – trasparenza – di questo
rapporto mostrato.
la
conoscenza si compie nel corpo, attraverso la mobilità delle
spire del
corpo, che lento s’avvolge attorno all’oggetto, corpo di
cui la mente è
parte. la conoscenza è nel corpo. le forme date al suo uso
determinano
modalità, tecniche, la scienza d’azione…
le forme delle conoscenza
sono corporate. e se la conoscenza viene dal corpo addestrato, allora
questo corpo è scienza, scienza che si slancia, alla ricerca di
saturazione e SOLUZIONE, è elan, scienza gaia. una scienza
poetica,
scienza gioiosa d’anima e d’istinti, non contemplativa,
superattiva,
supersaturante, moto continuo della spira del corpo, come grande
serpente mobile, e slittamento lento del corpo rotolato nel senso.
intelligenza,
mente, come rapporto tra il generatore corporeo e la linfa di pensiero,
che stilla, sgorga talvolta, dalla principale ghiandola corporale,
prendendo quindi il colore dello sguardo.
gianluca d’incà levis, marzo 2010
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